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Insetti antagonisti degli afidi

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Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da Guido il Dom Mag 15, 2011 8:28 am

Vorrei chiedervi quali insetti sono antagonisti degli afidi?
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Guido
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da MarinoP il Dom Mag 15, 2011 8:58 am

I nemici degli afidi sono numerosissimi...
per esempio adesso mi viene in mente che le coccinelle sono molto importanti sono dei predatori di afidi!!!

MarinoP
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da peppone il Dom Mag 15, 2011 9:54 pm

non sono insetti ma pure i ragni sono grandi cacciatori di afidi.
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da MarinoP il Lun Mag 16, 2011 6:44 am

peppone ha scritto:non sono insetti ma pure i ragni sono grandi cacciatori di afidi.

quoto quello che ha scritto Peppone ... ma non vengono utilizzati per la lotta biologica ...

MarinoP
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da peppone il Lun Mag 16, 2011 7:23 am

mica del tutto vero sai? in cile vi sono progetti pilota in cui impiegano le grammostole spatulate (teraphosidi, cioè tarantole, di medio piccole dimensioni, 15-18cm di grandezza) per proteggere le colture da locuste, grilli e cavallette).il ragno è un animale territoriale: se lo si introduce in un'area non vi si allontana molto e nella sua zona compie comunque il suo dovere di formidabile predatore.si può sempre provare...no? magari utilizzando le nostrane tegenarie...
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da MarinoP il Lun Mag 16, 2011 7:44 am

si potrebbe risolvere il problema degli insetti ...e con le tarantole come la mettiamo hihihihi Laughing

MarinoP
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da peppone il Lun Mag 16, 2011 11:08 am

la tegenaria nostrana non è una tarantola.
la grammostola spatulata che viene impiegata invece in cile come lotta antagonista è sì una tarantola ma per niente aggressiva nei confronti dell'uomo.

breve spiegazione sul mondo dei teraphosidi:

i terafosidi, chiamati anche migàli o tarantole o ragni giganti.
questi per intenderci:

esemplare di femmina adulta di theraphosa leblondi.


sono, come tutti i ragni, aracnidi (quindi non insetti) e appartengono all'ordine degli araneidi.
sono animali a sangue condotto: un piccolo cuore pompa una linfa dentro di loro.
sono artropodi invertebrati ed il loro movimento è dato proprio dal pompaggio della suddetta linfa che con un sistema di paratie viene mandata in pressione e liberata con modalità idrauliche simili alla oleodinamica ma infinitamente più sofisticate.
i terafosidi (come tutti i ragni) non hanno nè scheletro nè apparato muscolare. ciò non di meno sono capaci di movimenti articolatissimi e di notevoli prove di forza fisica.
i terafosidi sono presenti in varie aree tropicali e e subtropicali del pianeta: in africa, in centro america, in sud america, in australia e in parte dell'asia.
la dimensione di una migale varia da specie a specie, da un minimo di una decina di centimetri a quasi 40 cm di apertura come nel caso della theraphosa leblondi raffigurata nella prima foto.
la theraphosa leblondi è il ragno più grosso al mondo, può arrivare a pesare mezzo chilo e supera tranquillamente i 35 cm di dimensioni. il suo opistosoma (il sedere diciamo così) può essere grande quanto un uovo di gallina. altre specie particolarmente imponenti sono la pseudotheraphosa apofisis, la lasiodora parahibana e la acantoscurria geniculata.
i terafosidi si dividono in terricoli ed arboricoli. i terricoli scavano profonde buche nella terra, rivestono le pareti con la loro tela, prodispongono una apertura-chiusura efficace (di solito impiegando pezzi di corteccia o foglie ricoperte con la loro tela e incardinando il tutto ad un punto fisso, di modo che la porticina si richiuda sempre dietro di loro): questa è la loro tana, fulcro della loro zona di vita e di caccia, che arriva di solito a non più di un metro quadrato di superficie. i terafosidi sono cannibali: pertanto per ogni zona ve ne può esistere solo uno.
gli arboricoli (di solito leggermente più snelli dei terricoli) sfruttano invece le cavità degli alberi oppure realizzano curiosi bozzoli di tela appesi ad un ramo in cui vanno ad abitare.
i terafosidi non cacciano usando la tela come rete per intrappolare le prede, come fanno altri ragni. le migali predano come i gatti ma in modo molto più preciso dei felini: pur essendo prive di udito e olfatto e disponendo di una vista con sei occhi che però permette loro solo di distinguere tra luce e buio, tuttavia sfruttano la loro peluria trasparente (non quella che da il colore all'animale, una peluria più rada e lunga disposta su tutto il corpo) la quale funge da radar poichè capta le microvariazioni della densità dell'aria attorno a loro e li informa con precisione estrema sulla posizione, la velocità di spostamente, la distanza, la dimensione della preda. con un balzo il terafoside salta addosso alla preda avviluppandola fra le sue zampe e morsicandola con i suoi chelicheri, vere e proprie zanne di chetina che possono arrivarea a misurare 3 cm nelle specie di dimensioni maggiori e che sono in grado di perforare da parte a parte il pollice di un uomo unghia compresa.
foto delle zanne di un grosso terafoside, probabilmente una pseudotheraphosa apofisis:



le tarantole si nutrono di insetti, piccoli anfibi, piccoli roditori e a volte volatili. le loro prede infatti vanno, a seconda delle dimensioni della specie, da grilli, cavallette e locuste a lucertole, a topi e piccoli uccelli.
con i chelicheri la tarantola inietta il veleno nella preda la quale muore all'stante (il veleno dei ragni differisce da quello dei serpenti poichè mentre quello di questi ultimi è molto spesso cardioattivo, cioè deve completare la circolazione sanguigna per arrivare al cuore ed agire, quello degli aracnidi è neuroattivo, agisce direttamente sui recettori cerebrali: questione di frazioni di secondo). a quel punto il ragno comincia ad avvolgere la preda nella sua tela agendo con le filiere che ha al fondo dell'opistosoma (il sedere, l'uovo di gallina, insomma tutta la parte posteriore del suo corpo che comprende il cuore, i polmoni a libro, il condotto anale e appunto l'organo di secrezione della tela). il motivo reale di questa curiosa operazione, nel corso della quale l'animale sembra danzare sopra la preda ormai morta è ancora scientificamente da accertarsi. fatto ciò la tarantola azzanna nuovamente la preda imbozzolata e le inietta questa volta una sostanza acida che ne scioglie le carni: i ragni non mangiano la preda, la bevono, non disponendo di un vero e proprio apparato digerente. personalmente sono propenso a credere che l'imbozzolamento che si diceva prima serva a far sì che con lo scioglimento delle carni della preda non ne vada perduto nulla: potrebbe essere una sorta di ciotola nella quale raccogliere la minestra e soprattutto ove lasciare gli scarti (pelo, piume, ali ed altro che non interessa al ragno). il pasto di un grosso terafoside può durare diverse ore e per la sua sopravvivenza sono sufficienti un paio di grandi prede al mese.
i terafosidi, come tutti i ragni, bevono molta acqua: i terricoli abbeverandosi presso corsi d'acqua (nei pressi dei quali hanno costruito la tana) gli arboricoli bevendo la rugiada o la pioggia dalle foglie delle piante dove vivono.
la vita di un terafoside femmina è parecchio lunga: da un minimo di 8/10 anni ad un massimo di 40 a seconda delle specie. i terafosidi maschi (più piccoli delle femmine) vivono molto di meno: difficilmente più di tre anni. questo perchè arrivati a maturità sessuale vengono uccisi e divorati dalla femmina subito dopo l'atto riproduttivo. nel caso non trovino una femmina la loro vita è comunque destinata a finire alla fine del periodo fertile, quindi non oltre i 3 anni.
la riproduzione delle tarantole avviene in questo modo: il maschio prepara una tela nella quale va a depositare il proprio sperma. trovata la femmina torna alla tela, preleva con i pedipalpi (quelle due specie di zampe oltre alle 8 di movimento, più corte poste nella parte frontale dell'animale) lo sperma, lo inserisce in un apposito alveo sito nelle due zampe anteriori, si avvicina alla femmina la quale si solleva sulle zampe centrali e posteriori ed il maschio deposita con le zampe il proprio seme in una tasca del ventre della femmina. fatto ciò il maschio viene ucciso e mangiato.
dopo un periodo variabile di settimane a seconda della specie la femmina svilupperà le uova (da alcune decine a qualche migliaio in base al tipo di tarantola) che avvolgerà in una sacca realizzata con la sua tela. tale sacca la porterà indosso, sulla parte tra il cefalotorace e l'opistosoma, fino a poche ore prima della schiusa delle uova, quando la sacca verrà depositata e la femmina vi si allontanerà un poco. alla schiusa delle uova i ragnetti neonati non avranno bisogno di alcun accudimento materno, saranno già capaci di predare e cibarsi in proporzione alle loro ancora ridotte dimensioni e faranno soprattutto bene a fuggire immediatamente dalla madre la quale altrimenti li ucciderebbe per mangiarli. un ragno neonato mangia vermi, acari, camole ed altri piccoli insetti.
le tarantole, come detto, sono animali velenosi. la potenza del loro veleno (calcolata in kg di peso su cui esso è in grado di agire mortalmente) varia molto tra le varie specie: una grammostola spatulata dispone di un siero che può uccidere fino ad una decina di chili, una lasiodora parahibana 30 chili, una acantoscurria geniculata un quintale, una haplopelma lividum o una poeciloteria regalis arrivano ad una tonnellata.
il veleno del ragno si autoriproduce periodicamente e la sacca velenifera non rimane mai completamente vuota. il ragno può decidere quanto inocularne e se inocularlo: non di rado si limita semplicemente ad un dolorosissimo morso senza impiegare il proprio veleno su esseri che per lui non rappresentano una attrattiva in termini di cibo come possono essere mucche, buoi, cani o esseri umani. nel caso in cui però il fastidio provocatogli lo spaventi particolarmente, soprattutto se è una femmina con indosso la sacca delle uova, allora può anche utilizzare il suo veleno pure su animali come quelli indicati prima.
i terafosidi, come tutti i ragni, crescono per fasi, diciamo a tappe. ciascuna tappa è caratterizzata dalla muta completa del derma e di tutti gli organi tranne il cuore ed il sistema nervoso. il ragno esce dalla vecchia pelle per ritrovarsi più grande di dimensioni. una tarantola adulta compie in media una muta all'anno. in occasione della muta il ragno si chiude nella sua tana già alcuni giorni prima, concentrato nel prepararsi all'operazione più delicata del suo ciclo biologico: la fuoriuscita dalla vecchia pelle. durante la muta vera e propria, che può durare anche numerose ore, il ragno sarà assolutamente impossibilitato a difendersi o a scappare da un pericolo. terminata la muta impiegherà alcune ore a riprendersi appieno e ricomincerà a mangiare solo dopo numerosi giorni.
come detto le migàli sono animali velenosi e pertanto potenzialmente aggressivi. tuttavia non tutte le specie sono aggressive allo stesso modo. una grammostola spatulata di norma è un animale tranquillo, lo stesso dicasi di una aphonopelma seemanni o di una brasilopelma coloratavillusm. dal carattere invece assai più aggressivo sono specie come la theraphosa leblondi, la grammostola pulchra, le haplopelme, le lasiodore, le acantoscurrie ed alcune avicularie.
per aggressività di una migàle si intende sia la sua mordacità che l'eventuale impiego, se si tratta di un ragno centro o sud americano, dei peli urticanti. i teraphosidi centro e sud americani e solo loro dispongono infatti sulla parte posteriore del sedere di una peluria la quale, vigorosamente strofinata dalle zampette posteriori, si volatilizza creando una nube dalla azione violentemente urticante. nella prima foto la theraphosa ci mostra chiaramente la chiazza sul sedere che si è prodotta ricorrendo spesso a tale strumento di dissuasione.
tuttavia proprio la theraphosa (animale dal gran brutto carattere) non di rado sceglie di assumere una posizione di minaccia.
questa:

in tale posizione il ragno mostra la sua impressionante dentatura e nel giro di un istante è in grado di mordere. sempre in questa posizione spesso la theraphosa leblondi produce un particolare rumore, simile a quello di un gatto che soffia, sfregando rapidamente i suoi pedipalpi. è un ulteriore avvertimento: significa che il ragno è gravemente infastidito e pronto ad attaccare.


alcune specie particolarmente tranquille come la grammostola spatulata cilena

trovano impiego in alcuni progetti pilota di agricoltura biologica in Cile. vengono introdotti esemplari femmina uno ogni metro quadro di terra coltivata e si occuperanno loro di uccidere gli insetti senza alcun impiego di insetticidi. dato tra l'altro che una femmina di grammostola spatulata vive in media trenta anni e nel caso la si dovesse acquistare presso un allevamento costa una diecina di dollari è anche un ottimo investimento economico: con 10 dollari ti compri un formidabile insetticida naturale che ti agirà su un metro quadro di superficie e che ti durerà trent'anni.


la velocità di un ragno gigante può essere considerevole (tranne che nel periodo subito prima e subito dopo la muta, quando l'animale è molto rallentato): i più veloci sono gli arboricoli, poichè anche leggermente più piccoli e meno pesanti. una lasiodora parahibana di 400 grammi sicuramente sarà più lenta di una haplopelma lividum di meno di un etto.


le migàli sono animali fortissimi, in grado di spostare fino a 10 volte il loro peso: non è inconsueto vedere un grosso terafoside armare la propria tana spostando pietre o pezzi di legno del peso di 4 o 5 chilogrammi.


i terafosidi si arrampicano formidabilmente come tutti i ragni. su superfici ruvide impiegano due piccoli arpioni posti in cima a ciascuna delle 8 zampe. su superfici liscie sfruttano il cuscinetto adesivo che riveste l'estremità di ciascun arto. tale cuscinetto non è sempre adesivo: è il ragno a decidere quando imbibirlo di una apposita secrezione di modo da poter scalare anche superfici come il vetro.


il veleno dei terafosidi trova impiego in farmacologia come base per preparati antinfartuali. senza uccidere l'animale, se ne preleva una modica quantità con una siringa. tale quantità prelevata sarà ricostituita dall'animale stesso nel giro di poche ore.


i terafosidi sono animali crepuscolari: escono dalla tana all'imbrunire e stanno in attività per tutta la notte, intenti nelle loro due operazioni fondamentali: la caccia e la manutenzione, meticolosissima e quotidiana, della loro casa, pulizie e lavori di consolidamento giornalieri.
le migali (o tarantole o terafosidi) si trovano in una varietà di colori e di geometrici disegni impressionante.


qui una stupenda femmina giovane di poecilotheria regalis, ragno dello srilanka, arboricolo, sui 20cm circa, assai veloce e velenoso:



la più famosa delle tarantole: la brachipelma smithi



ragno indiano particolarmente bello anche se temibile: la haplopelma lividum



una aphonopelma crinita:



questi sono soltanto alcuni esempi delle oltre 7000 varietà di terafosidi esistenti al mondo.

così ho avuto il piacere di illustrarvi qualcosa (da grande appassionato di aracnidi quale sono) sulle tarantole.
scusatemi per l'OT. se l'amministratore lo giudicherà troppo fuori argomento rimuova pure questo mio post.

saluti
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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da Giampiero il Mar Mag 17, 2011 12:30 pm

Guido ha scritto:Vorrei chiedervi quali insetti sono antagonisti degli afidi?

Un grande insetto divoratrice di afidi è la larva di questo bellissimo esemplare
Chrysperla carnea


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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da Giampiero il Mar Mag 17, 2011 12:46 pm

Dalle mie parti lo chiamano leone degli afidi, nel corso del suo sviluppo arriva a consumare anche 400 - 500 afidi

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Re: Insetti antagonisti degli afidi

Messaggio Da vivaiopiante il Mer Mag 18, 2011 2:59 pm

Io conosco le forarecchie o forbicine... sono degli importanti predatori notturni di afidi



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Re: Insetti antagonisti degli afidi

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